Come tarare i pesi prima che lascino la fabbrica

Ogni fascia zavorrata esce dallo stampo con un numero stampato sopra. Finché quel pezzo non è stato appoggiato su una bilancia verificata, il numero è una dichiarazione e non una misura, e la distanza fra le due cose l'acquirente la scopre tre settimane dopo in uno studio. Tarare prima della spedizione non è un rito di laboratorio che si esaurisce una volta all'anno con un certificato: è una routine da banco breve e ripetibile che trasforma un peso nominale in un peso onesto, e costa per unità meno tempo della maggior parte delle fasi di imballo.

Un peso nominale resta una dichiarazione finché non viene pesato

Tre grandezze vanno tenute separate: la massa nominale stampata sulla fascia, la massa reale del pezzo costruito e la tolleranza che l'acquirente ha accettato attorno a quel nominale. La maggior parte delle contestazioni nasce perché è stata messa per iscritto solo la prima. Una coppia da 2 LB che arriva a 1,94 LB non è un prodotto difettoso, è una tolleranza non governata, e la distinzione conta perché lo studio conta le ripetizioni contro il carico e l'acquirente conta contro una scheda tecnica.

I difetti si classificano prima di imballare il primo cartone, non dopo un rifiuto. Tre classi coprono quasi tutto: difetti critici, tra cui uno scostamento di etichetta superiore alla banda concordata, un nucleo in ferro inox assente o spostato e qualsiasi cintura che non superi una prova di trazione a 200 N; difetti maggiori, tra cui cuciture aperte, bava oltre 1 mm, spessore di parete irregolare visibile sul bordo e un codice a barre illeggibile; difetti minori, tra cui segni superficiali, linee di piano di divisione che non influenzano la presa e un fuori registro di stampa inferiore a 0,5 mm. Un piano di campionamento utilizzabile fissa a zero il numero di accettazione per il critico e applica un limite di qualità di accettazione di 1,0 per il maggiore e 2,5 per il minore secondo ISO 2859-1, livello di ispezione II.

Masse di riferimento e divisione della bilancia sul banco

Il banco ha bisogno di un set di riferimento verificato e di una bilancia la cui risoluzione corrisponda alla tolleranza giudicata. Le masse di riferimento sono classificate dalla OIML R 111-1:2004, che definisce le classi E1, E2, F1, F2, M1, M1-2, M2, M2-3 e M3, dalla più accurata verso il basso. Un reparto non ha bisogno della classe E1. La classe F1 o F2 copre la massa campione che verifica la bilancia a inizio turno, e la classe M1 è accettabile per il controllo quotidiano finché il certificato di taratura è valido e la massa non mostra danni visibili. Ogni certificato riporta l'errore massimo ammissibile di quella specifica massa, ed è quel valore, non il nome della classe, che entra nella scheda.

La risoluzione conta più della marca. Una regola utile: lo strumento deve risolvere almeno un decimo della tolleranza che giudica, letto come valore di divisione e non come cifra del display. Se una coppia di cavigliere da 1 kg porta una tolleranza di più o meno 20 g, basta una bilancia con divisione da 0,5 g; se una fascia da 0,5 kg porta più o meno 5 g, il banco ha bisogno di 0,1 g. La divisione di verifica e compare sull'etichetta di taratura e va annotata; il carico deve restare tra un decimo e la capacità totale, perché una pedana da 30 kg interrogata su 400 g arrotonda gran parte dell'errore che si sta cercando. La bilancia si controlla con la massa campione prima del primo pezzo e dopo l'ultimo del turno; se le due letture differiscono di più di una divisione, si ferma, si azzera e si indaga prima di firmare un risultato.

Campionamento: primo pezzo, poi una quota definita del lotto

Pesare ogni pezzo per sempre costa, e pesare cinque pezzi su un lotto di mille è teatro. Un piano in due fasi risolve la tensione. Nella fase di primo pezzo si pesano uno per uno i primi 200 pezzi di uno stampo nuovo, di un lotto nuovo di nuclei o di un cambio colore, e la serie continua solo se ogni pezzo resta dentro la banda. Nella fase a regime si prelevano 32 pezzi da un lotto di 1.000, 16 da un lotto di 500 e mai meno di 5 da lotti più piccoli, distribuiti tra strato superiore, medio e inferiore del cartone imballato invece che nella prima fila a portata dell'operatore.

Due prelievi aggiuntivi chiudono il cerchio. Dopo l'imballo si ripesano 8 unità finite, perché sacchetto, etichetta, fascia e calaggio aggiungono massa che il peso lordo dichiarato deve riflettere; un cartone dichiarato a 20 kg lordi per quattro anelli triangolari da 10 LB si verifica su quel valore alla banchina dello spedizioniere. Dopo ogni manutenzione dell'attrezzatura la fase di primo pezzo si ripete per intero, perché una cavità riparata raramente torna esattamente al volume precedente. Le nostre linee di produzione e collaudo eseguono il primo pezzo in linea e non in una sala separata, così una cavità che deriva si vede nella prima ora e non a fine ordine.

Bande di tolleranza in grammi e in millesimi

Il silicone stampato attorno a un nucleo d'acciaio ha due sorgenti di variazione che non scompaiono mai: il volume della cavità cambia con l'usura dello stampo e il nucleo si posiziona a una frazione di millimetro dalla posizione nominale a ogni iniezione. Una banda realistica va quindi espressa rispetto alla massa nominale e poi convertita in grammi sulla scheda. Per pezzi sopra 500 g, venti millesimi sono raggiungibili e giusti, cioè più o meno 20 g su un pezzo da 1 kg e 40 g su una coppia da 2 kg pesata insieme. Per pezzi sotto 200 g, dove il nucleo pesa di più sul totale e la pelle di silicone è sottile, trenta millesimi sono più onesti, così una fascia da 0,5 kg porta più o meno 15 g. Più stretto di dieci millesimi su un pezzo stampato significa scarto o una rilavorazione nascosta, e nessuno dei due appare in un preventivo.

I controlli dimensionali appartengono alla stessa routine, perché un nucleo spostato lateralmente cambia l'equilibrio del pezzo senza cambiarne la massa. Si misurano lunghezza della cintura, larghezza della fascia a 55 mm, spessore sulla cucitura e posizione del nucleo rispetto all'asse stampato, con al massimo 3 mm di scostamento su un anello da 4 LB. Temperatura e umidità spostano la lettura anche con un pezzo perfetto: si pesa in una sala tenuta a 20 gradi Celsius più o meno 2 gradi e 50 per cento di umidità relativa più o meno 10 per cento, si lasciano riposare 24 ore i pezzi provenienti da un container freddo e 30 minuti quelli appena usciti dalla pressa, e il banco resta lontano da correnti di porta e bocchette di climatizzazione, perché aria in movimento su una divisione da 0,1 g rende impossibile qualsiasi lettura stabile.

La scheda di registrazione che viaggia con il cartone

Una scheda per lotto, una riga per controllo. Riporta codice di lotto, riferimento e massa nominale, identificativo della bilancia con la sua divisione di verifica, identificativo della massa di riferimento con numero e scadenza del certificato, temperatura e umidità della sala all'inizio e alla fine della sessione, numero di pezzi pesati nella fase di primo pezzo con la lettura più alta e la più bassa, dimensione del campione e scostamento medio nella fase a regime, conteggi dei difetti per classe, nome dell'operatore, data e una riga di decisione firmata da chi libera il cartone. Si fotografa il display per il pezzo di primo articolo e per ogni lettura al bordo della banda, perché una foto chiude una discussione più in fretta di una trascrizione.

La scheda si conserva tre anni e una copia parte con i documenti di spedizione. Se in seguito un acquirente contesta una coppia, la scheda mostra che cosa è stato misurato, su quale strumento, contro quale massa di riferimento, a quale temperatura e chi ha firmato. È la differenza tra un reclamo risolto con una mail e uno che finisce in una nota di credito. Gli intervalli di peso e i pezzi per riferimento sono elencati nelle nostre pagine prodotto, e le domande su una banda di tolleranza specifica passano dalla nostra pagina contatti prima che l'ordine venga scritto.

Domande frequenti

Quale tolleranza di peso conviene indicare per un peso in silicone?

Per pezzi stampati sopra 500 g, venti millesimi della massa nominale sono realistici, cioè 20 g su un pezzo da 1 kg. Sotto 200 g, dove il nucleo d'acciaio pesa di più sul totale, trenta millesimi sono giusti. Più stretto di dieci millesimi su un pezzo stampato significa di solito scarto o rilavorazione nascosta.

Tarate ogni pezzo o campionate il lotto?

Entrambe le cose, in sequenza. I primi 200 pezzi di uno stampo o di un lotto di nuclei nuovo si pesano uno per uno, poi si prelevano 32 pezzi da un lotto di 1.000, distribuiti tra alto, centro e fondo del cartone. Otto unità finite si ripesano dopo l'imballo perché il peso lordo dichiarato sia veritiero.

Quali masse di riferimento e quale divisione servono al banco?

Una massa campione di classe F1 o F2 verifica la bilancia all'inizio e alla fine del turno, e la classe M1 basta per il controllo quotidiano finché il certificato è valido. La bilancia deve risolvere almeno un decimo della tolleranza giudicata: 0,1 g per una fascia da 0,5 kg e 0,5 g per una coppia da 2 kg.

Come si applica l'AQL ai prodotti fitness in silicone?

I difetti critici, come uno scostamento di etichetta fuori tolleranza o un nucleo spostato, hanno numero di accettazione zero. I difetti maggiori, come cuciture aperte, bava oltre 1 mm o un codice illeggibile, usano un limite di qualità di accettazione di 1,0 e i minori 2,5, entrambi secondo ISO 2859-1 al livello di ispezione II.

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